lunedì 10 giugno 2013

Storie Illustrate

Immagini dalla mostra...
Per visionare alcuni Cartonauti realizzati dai bambini visita il sito www.verdescuola.it alla pagina http://www.verdescuola.it/progetto/32/Creativita-e-Ambiente-Scuole-primarie.html

Un ringraziamento alla Comunità Montana del Friuli Occidentale, alla Provincia di Pordenone, a Luisa Perini per l'ottima organizzazione e soprattutto a tutti i bambini che hanno partecipato e alle loro maestre per la preziosa collaborazione.

Glenda Sburelin




giovedì 9 maggio 2013

Ambiente Creatività e Comunicazione

 Il Progetto "Storie Illustrate":
- 18 laboratori creativi nelle Scuole Primarie della Provincia di Pordenone, condotti da Glenda Sburelin, Alessandra Cimatoribus, Eleonora Cumer, Giulia Bier, per parlare ai bambini di Riciclo, Riuso e Risparmio.
- Una Mostra di tutti i manufatti realizzati dai bambini.
- 12 "Quaderni" editi dalla Comunità Montana del Friuli Occidentale che raccontano Storie di un Mondo più pulito nel rispetto dell'Ambiente.

Il Progetto è nato dalla collaborazione del Servizio Tecnico e del Servizio Giovani della Comunità Montana del Friuli Occidentale, finanziato dallo stesso Ente e dalla Provincia di Pordenone.
www.verdescuola.it
www.spaziogiovani.net


















giovedì 25 aprile 2013

Mostra d'Arte Contemporanea: "Incontriamoci A"


28 APRILE 2013 “Incontriamoci A” 14^ edizione primaverile.
Enti ed Associazioni si impegnano nella promozione delle realtà commerciali e culturali della Provincia, attraverso eventi, spettacoli, giochi, negozi aperti e stand di prodotti enogastronomici tipici.  
Alcune mie opere su tela saranno esposte al Palazzo della Provincia, grazie all'impegno dell'Associazione Panorama nella promozione dell'Arte.  
Glenda Sburelin
www.pordenoneturismo.it

Commedia dell'arte: laboratorio teatrale

Il Seminario monografico verterà sulle diverse morfologie e linguaggi comportamentali che caratterizzano i grandi Vecchi della Commedia dell'Arte. Dal principale e famosissimo "Matusalemme" Pantalone, vecchio arcigno troppo saggio ed insieme tragicomico poeta, si passerà al suo "opposto speculare" che è Balanzone, dottore ciarlatano sproloquiante e logorroico ma genuinamente ed affabilmente villano. Da queste due figure base si affronteranno poi le varianti di altri vecchi più antichi quali: la figura dell'Ebreo Banchiere nella Commedia dell'Arte o il consigliere "politichese" Tartaglia.
Conduce ARLECCHINO CLAUDIA CONTIN.
www.arlecchinoerrante.com
(Elaborazione grafica foto di Glenda Sburelin)

mercoledì 27 febbraio 2013

La Donna è Arte

Dal 2 al 10 Marzo 2013, sarò presente con le mie opere alla Mostra d'Arte collettiva tutta al femminile, in occasione di ORTOGIARDINO. 
Inaugurazione Domenica 3 Marzo alle ore 16.30 presso il SALONE B (entrata principale), Fiera di Pordenone. 
Presentazione a cura della prof.ssa Giovanna Calvo di Ronco.

domenica 9 dicembre 2012

Presentazione del volume Un Borgo e i suoi Talenti

Finalmente è nato!
Il Volume con le opere degli artisti di Borgomeduna, che contiene anche il dvd con la Performance POESIE DI SABBIA, interpretata da Arlecchino Claudia Contin su musiche di Paolo Forte, ha visto la luce.

La presentazione Sabato 22 dicembre alle 18.00 presso l'edificio oratoriale di Borgomeduna (Pordenone)...
...se la fine del mondo prevista per il 21 sarà riinviata a data da destinarsi!

Per l'occasione il Reading di Poesie ACCORDI DI-VERSI di Wilma Venerus Ninotti.

Acquistando il volume sosterrete le iniziative di promozione dell'Arte e della Cultura, intraprese dal Gruppo. Per info: glendasburelin@gmail.com


martedì 6 novembre 2012

HORROR Vacui

"Horror Vacui - Dolci torture del segno sulle pagine dell'anima"


Esposizione di grafica, disegno e incisioni d’arte di Arlecchino Claudia Contin
Studio d’Arte e Artigianato “Porto Arlecchino”

Presso la sede ENAIP di Pordenone, Via Montini, 12, venerdì 9 novembre 2012 alle ore 18.30
La mostra rimarrà poi aperta al pubblico fino al 31 gennaio 2013























Horror: sta per “paura”, o di più, ripugnanza, disprezzo, panico, inquietudine, sgomento, angoscia… Vacui: significa “del vuoto”, del nulla, dell’ammanco, del vano, del non senso…
Con questa locuzione latina “Horror Vacui” la storia dell’arte definisce fenomeni di ogni tempo, dall’antichità al postmoderno, e di ogni luogo, dall’Europa alla Tanzania. Tutti hanno in comune, oltre che lo spazio “occupato ed arricchito” in ogni suo interstizio da particolari finemente dettagliati, anche quel senso dell’infinito che viene richiamato, evocato ed aperto dall’opera stessa. L’opera d’arte si concretizza, dunque, come vera e propria soglia, come finestra, come tramite con un mondo invisibile che, attraverso la progressiva insistenza su ogni minimo particolare, diventa molto più che visibile... ovvero diventa palpabile, tangibile, presente. Una “texture” della visione, che si arricchisce man mano che ci si avvicina all’opera, che si entra in essa. E paradossalmente, il “pieno” dell’opera, con la sua ribellione al vuoto e al non-senso, fa intendere “molto di più” – un “infinito altrove” appunto – al di là delle sue cornici e al di sotto della sua elaboratissima superficie.
Claudia Contin Arlecchino ci guida, con le sue raffinate incisioni, proprio al centro di questa meravigliosa vertigine, da lei ereditata e rinnovata con un senso ostinato della filigrana del segno, che allude ad artigianati ancestrali, a pazienze proverbiali, a responsabilità innocenti e totali. L’artista ci guida ad incontrare i temi del mistero, in anime tormentate tanto dall’introspezione e dall’autoanalisi, quanto da una stuporosa ed affamata curiosità verso l’altro-da-sé e verso le infinite dimensioni della realtà. Ed è proprio dalle meticolose evoluzioni della loro variegata ed inarrestabile complessità, che i temi del “mistero” ricavano uno statuto di drammaticità e di dolore, diventando veri e propri “misteri dolorosi”, atti a tormentarci e a pacificarci insieme, in un infinito e delicato vibrare di emozioni.
La bellezza, coltivata dall’artista con felici intuizioni, sapienti riferimenti ed originali omaggi all’universalità dell’arte, rende però davvero dolce e leggero il passaggio – per altro senza sconti né  rinvii – di queste tracce di dolore incise, di questo tormento raffinatissimo ed instancabile, sul libro delle nostre menti e delle nostre anime, ricco di storie che nello specchio dell’arte cercano di decifrare se stesse.
Con il tempo, l’horror vacui dell’artista si è lentamente concentrato verso il centro dell’opera, tralasciando la periferia e i margini. Eppure non ha perso, e anzi ha affinato quella necessaria virtù di unire crudeltà e consolazione, mentre al contempo avvicina sempre di più le sue tematiche ai fenomeni, ai sogni o agli incubi del nostro tempo attuale.

Ferruccio Merisi
Responsabile Comunicazione
“PORTO ARLECCHINO”